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Costruzione della Diga di Montedoglio


Il Progetto

L'idea di realizzare questa diga nasce negli anni sessanta come risultato di una serie di studi effettuati da esperti dell’Ente Autonomo per la Bonifica, l’Irrigazione e la Valorizzazione Fondiaria nelle provincie di Arezzo, Perugia, Siena e Terni, che dal 1991 è denominato "Ente Irriguo Umbro-Toscano".

Costruzione dello Sbarramento della diga di Montedoglio La realizzazione dell'invaso di Montedoglio è stata prevista dal "Piano Irriguo per l'Italia Centrale", volto a garantire l'approvigionamento idrico alle campagne coltivate e quindi per uno sviluppo dell'agricoltura, facendo soprattutto fronte alle ricorrenti siccità estive.

Anche se le opere di realizzazione della diga sono terminate oramai da diversi anni, la zona rimane sempre un cantiere e anche se da più parti si richiede l'utilizzo di questo enorme specchio d'acqua per altri scopi, come ad esempio quello turistico, rimane come finalità principale quella irrigua.




La Realizzazione

primi lavori di costruzione dello sbarramentoL'invaso di Montedoglio è stato realizzato tra il 1978 e il 1993 e si sviluppa dalla stretta della collina di Montedoglio per una lunghezza di 7,5km estendendosi alle valli del fiume Singerna da una parte e del torrente Tignana dall'altra, coprendo una superficie di oltre 800 ettari.
Oltre alla diga principale è stato necessario costruire uno sbarramento secondario in località San Pietro in Villa, posto pressochè di fornte a quello principale, lì dove la strada statale 3 bis che porta a Pieve Santo Stefano si trova in questo tratto, ad una quota inferiore rispetto al livello di massimo invaso.

In aggiunta e da supporto sono state realizzate altre opere per l'accumolo e il trasporto delle acque tra cui dighe, tubazioni, gallerie, canali e laghetti. In particolare a valle diga, sono stati costruiti piccoli bacini, dalle quali i singoli fondi agricoli attingono direttamente l'acqua per le loro coltivazioni



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